Chiesa parrocchiale di San Salvatore di Sona.
La Chiesa Parrocchiale di San Salvatore e Santa Maria Elisabetta è una chiesa bella ed elegante. Prende il nome da San Salvatore, ma fu costruita nel luogo dove sorgeva precedentemente una chiesa della Confraternita della Beata Maria dedicata alle Santa Maria e Santa Elisabetta, le cui origini sono tuttavia incerte.
Successivamente, nel 1569 divenne la chiesa parrocchiale ufficiale di Sona dopo che fu dismessa la duecentesca chiesetta affrescata di San Salvar (San Salvatore nel gergo popolare), situata nel cimitero poco lontano e precedentemente sede parrocchiale.
All'odirna chiesa, che fu interessata da un importante restauro e ampliamento nei secoli XVIII e XIX, si accede tramite un'ampia scalinata risalente al 1862. Ha una facciata semplice, contornata ai lati da false colonne piatte e coronata da un timpano con al centro un rosone. Sul portale è consevata una Madonna coronata quale residuo del precedente tempio. All'interno la chiesa è ricca di altari in marmo e stucchi tardo-barocchi. Si può inoltre notare una pala settecentesca raffigurante la Visitazione di Maria alla cugina Elisabetta. Settecentesche sono anche le statue ai lati del presbiterio, in tufo dipinto, e le due acquasantiere, in marmo rosso di Sant'Ambrogio. Sulla sinistra della chiesa fu costruito l'oratorio che prende il nome dalla Madonna addolorata.
L'accesso alla chiesa è libero.