La Torre Scaligera trecentesca sorge su una collina alta 200 metri (s.l.m.), ha una base di sei metri e si innalza per 17 metri d'altezza. Per la sua posizione dominante ebbe funzione di avvistamento e fu designata come punto trigonometrico, ovvero visibile da altri luoghi in maniera inequivocabile. Requisito principale: essere appunto un manufatto che ne garantisca la conservazione nel tempo.
La torre ha quattro aperture a bifora sorrette da colonne di mattoni e merli ghibellini agli angoli della copertura con tegole. Nella cella campanaria sono collocate nove campane, un concerto completo, che viene suonato da premiati campanari che eseguono concerti con metodo veronese. Ai lati sud e ovest sono posizionati gli orologi. La Torre Scaligera conserva ancora un leone di San Marco, simbolo della Repubblica di Venezia che dominò su queste terre dal 1405 al 1796. Si dice che facesse parte di una fortificazione con quattro torrioni; in effetti, durante i lavori di sistemazione del terreno a ovest della torre, fu scoperto un muro antico che collega il vicino edificio, noto come il "Castello", ora Villa Manzati. Il massiccio complesso è ancora dotato ai lati est e ovest di due torri merlate, ed essendo situato in posizione strategica sull'ultima collina morenica che degrada verso la Pianura Padana, costituiva un tempo, come la torre, un importante punto di avvistamento. All'interno alcune stanze sono ornate di affreschi settecenteschi con scene agresti.
Accanto alla torre si trova ancora adesso una struttura di proprietà del Comune di Sona che un tempo fu l'abitazione della famiglia di Giuseppe Tacconi, sacrista della parrocchia e campanaro. Attraverso le campane annunciava le celebrazioni liturgiche e suonando le ore scandiva la vita del paese, oggi reso possibile grazie alla meccanizzazione.